La sostenibilità è una nostra responsabilità.
Zero  in·pack si impegna a garantire una produzione sostenibile e responsabile nei confronti del pianeta.

LCA

Che cos'è? A cosa serve?

INSIGHT

Dati e risultati del 2020

IO RICICLO

Segui le buone regole

Cos’è il Life Cycle Assessment.

L’ LCA è una metodologia analitica e sistematica che valuta l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio lungo il suo intero ciclo di vita.

L’ analisi LCA che accompagna ogni nostro prodotto rappresenta il risultato di un calcolo semplificato delle performance ambientali dei prodotti.
L’ obiettivo è quello di sviluppare una serie di azioni mirate ad accrescere la consapevolezza e le competenze dell’impresa sulle opportunità̀ competitive legate alla gestione sostenibile ed ispirata ai principi della “economia circolare” delle proprie attività̀, dei prodotti offerti al mercato e della propria filiera.

Il nostro metodo

Il metodo utilizzato per il calcolo degli impatti ambientali è il nuovo “EF method adapted”; introdotto in concomitanza con lo sviluppo della metodologia PEF.
L’ EF method è il metodo di valutazione degli impatti dell’iniziativa “Environmental Footprint” della Commissione Europea, la dicitura “adapted” sta ad indicare una versione compatibile ai datasets già presenti nel software SimaPro.

I dati

È stato deciso di non includere nello studio i dati relativi al green HDPE “Braskem”, polietilene prodotto a partire dalla canna da zucchero, in quanto derivanti da un’analisi LCA non in linea con le indicazioni degli standard in materia, relativamente ai materiali con componenti “green”.
Dall’analisi in questione, infatti, risulterebbero impatti positivi (valori negativi) associati al green HDPE, derivanti da:
a) crediti di CO2 associati alla crescita della canna da zucchero;
b) crediti associati alla produzione di elettricità dalla combustione degli scarti di lavorazione della canna da zucchero;
c) mancata inclusione nello studio della fase di fine vita.

È corretto dire che la CO2 viene assorbita dalla pianta in fase di crescita ma i quantitativi di CO2 assorbiti vengono interamente riemessi in atmosfera in fase del fine vita, bilanciando quindi il credito iniziale.

Le attese/richieste dei consumatori

La riduzione dell’utilizzo della plastica protagonista del dibattito pubblico

Dalla teoria alla pratica: come si comportano gli italiani

I cittadini e la consapevolezza ambientale

Dalla teoria alla pratica: come si comportano gli italiani

sostenibilita_80
0 %
degli italiani dichiara di avere il timore di essere alle soglie di un disastro ambientale
sostenibilita_72
0 %
degli italiani pensa di aver contribuito personalmente alle isole dei rifiuti negli oceani
0 %
si considera aperto nei confronti
di una condotta più attenta
0 %
dichiara di adottare abitualmente
comportamenti sostenibili
0 %
indifferente

0 %
scettico

Sos plastica

Aziende e sostenibilità ambientale

Dalla teoria alla pratica: come si comportano gli italiani

0 %
pensa che sia un problema molto serio
0 %
lo ritiene “solo” un problema che esiste
0 %
non lo vive come preoccupazione
0 %
considera il dibattito frutto di allarmismi inutili
0 %
non risponde
sostenibilita_52
0 %
degli italiani dichiara di voler trovare marche che permettano loro di fare la differenza nel mondo
sostenibilita_39
0 %
degli italiani pensa che sia dovere delle aziende trovare una soluzione per ridurre i materiali utilizzati per il packaging

 Cosa sono disposti a fare i consumatori

 Cosa dovrebbero fare le aziende secondo gli italiani

Cosa sono disposti a fare i consumatori

0 %
Pagare di più per un prodotto o servizio proveniente da un'azienda che attua politiche ambientali serie e rigorose
0 %
Acquistare prodotti realizzati con materiali
0 %
Riutilizzare gli articoli monouso
0 %
Smettere di acquistare beni con imballaggi non riciclabili

 Cosa dovrebbero fare le aziende secondo gli italiani

0 %
ridurre le emissioni e l’impatto ambientale
0 %
essere attente alle condizioni di lavoro dei propri dipendenti
0 %
migliorare la qualità dei servizio/prodotto a beneficio dei consumatori
0 %
investire in ricerca & sviluppo e innovazione

Cosa sono disposti a fare i consumatori

0 %
Pagare di più per un prodotto o servizio proveniente da un'azienda che attua politiche ambientali serie e rigorose
0 %
Acquistare prodotti realizzati con materiali riciclati
0 %
Riutilizzare gli articoli monouso
0 %
Smettere di acquistare beni con imballaggi non riciclabili

 Cosa dovrebbero fare le aziende secondo gli italiani

0 %
ridurre le emissioni e l’impatto ambientale
0 %
essere attente alle condizioni di lavoro dei propri clienti
0 %
Migliorare la qualità dei servizio/prodotto a beneficio dei consumatori
0 %
investire in ricerca & sviluppo e innovazione


Fonte: Human Highway per Cosmetica Italia, 2017

 

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Le buone regole del riciclo

3 Semplici regole da rispettare per una buona raccolta:

Lavare bene i contenitori per eliminare ogni traccia di residuo.

Togliere le etichette di carta per smaltirle separatamente.

Ridurre le dimensioni: lo spazio costa sia nel trasporto che nei processi di recupero. Ricordarsi di schiacciare gli imballi per il lato lungo e non per quello corto altrimenti questi non verranno individuati dai lettori ottici.

Cosa succede dopo?

La plastica raccolta dai consumatori e dalle aziende viene selezionata per tipo di plastica / colore.

La plastica così raccolta viene macinata e subisce diversi processi di pulizia.

Si passa alla separazione della plastica sminuzzata.

Segue una fase di asciugatura.

A questo punto l’imballaggio Post consumo è stato trasformato in una materia prima seconda (MPS), che può essere immessa in un nuovo processo produttivo.

3 Semplici regole da rispettare per una buona raccolta:

Pulire bottiglie e vasetti da eventuali residui o da etichette o tappi.

Prima di inserire gli imballaggi in vetro nella campana, è importante togliere i sacchetti di plastica utilizzati per trasportarli.

Pyrex e cristallo vanno nell’indifferenziato.

Cosa succede dopo?

Il vetro viene raccolto tramite la raccolta differenziata e viene separato dai corpi estranei come ceramica.

Successivamente viene portato presso appositi centri di trattamento specializzati, nei quali vengono effettuate le operazioni di selezione e macinazione.

Dopo diverse fasi di lavorazione, si ottiene la materia prima seconda (MPS).

A questo punto il rottame viene fuso a 1500° nei forni delle vetrerie e viene trasferito negli appositi stampi.

Dopo il raffreddamento il prodotto viene confezionato e rivenduto alle aziende.

3 Semplici regole da rispettare per una buona raccolta:

L’alluminio non si raccoglie (quasi) mai da solo ma sempre con la plastica e/o il vetro.

Ai fini del riciclo non è necessario sciacquare o lavare i contenitori di alluminio. Basterà rimuovere bene i residui di cibo.

L’alluminio è prezioso anche nelle sue componenti più piccole, ad esempio i tappi di bottiglie d’acqua, vino, liquori e conserve, o anche i coperchi dei vasetti dello yogurt, vanno raccolti e recuperati.

Cosa succede dopo?

Tutti i rottami raccolti subiscono una prima fase di selezione che permette di separare l’alluminio da altri metalli o da materiali di diverso tipo (vetro, plastica, etc.).

Rottami in alluminio vengono pressati in balle, poi inviate alle fonderie e sottoposte ad un ulteriore controllo di qualità.

Subiscono quindi una fase di pre-trattamento a circa 500°C per eliminare eventuali sostanze estranee, prima di giungere alla fase di fusione vera e propria che avviene a circa 700°C.

L’alluminio liquido viene poi trasformato in lingotti e lastre destinati alla produzione di semilavorati e nuovi prodotti in alluminio, tra cui gli imballaggi.

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